RAREFAZIONI
5 GIUGNO - 8 LUGLIO

Il processo creativo che ha portato alla realizzazione delle immagini che compongono la raccolta "rarefazioni" atraversa varie fasi della percezione e dell'interèretazione.
ç'impressione visiva assoluta che si ha semplicemnte camminando per la cittò viene congelata tramite il mezzo fotografico (impressione retinica) per essere poii tradotta in ricordo-sogno (post-immagine) durante una fase di post produzione che faccia riemergere l'atmosfera e le sensazioni provate. Un piatto di noccioline che ci colpisce durante una serata al pub, la scritta bus sul paviemnto stradale, le cassette della posta, una sciarpa di seta rossa che ondeggia per la corrente d'aria delal finestra aperta, le luci filanti del traffico che avvolgono il passante inpegnato in una conversaione al telefono sono parti del mondo circostante che ci colpiscono a tal pnto da diventare i rappresentanti ufficiali, i custodi della memoria del vissuto, le chiavi interpretative del nostro vagare. Tra una centrifuga di lavatrice e l'altra il nostro mondo ha fatto letterlamnete un giro su se stesso rportandoci al punto di partenza con una notevole consapevolezza: che dovremo trovare non solo il modo di farlo girare ancora ma anche conoscerne il perchè-
La fotografia digitale permette di catturare le imagini e immediatamante verificare la loro rispondenza con la realtà fotografata e casomai intervenire. Il significato unico di ogni ricordo si trova nel percorso interpretativo di quella stessa realtà che abbiamo voluto cogliere e il decadiemnto delal sua vivacità nella nostra memoria ci impone una ricerca profonda dentro di noi, un ascolto di quelle che sono state le nostre emozione sensazioni.
Un percorso fatto di sincerità e di impressioni latenti che ci riportanto all'attenzione ciò che non abbiamo solo pensaato ma anche vissuto fisicamente.
Perchè così la fotografia diventa fisica, colore e forma tridiemnsionale fatte di spazio e tempo abitati.
Diemnsioni nelle quali il ricodro rova il suo persorso anche tecnico per affiorare con forza sulla superficie dell'immagine finale per significare il nostro io più sincero da comunicare agli altri.

RONDAT
30 maggio- 15 giugno 2008

Maria José Rojas, cilena di origine ma nata a Parigi e vissuta in Italia, unisce nella sua pittura e nella sua vita la visione di due mondi: la modernità europea con la forza cromatica del Sud di questo pianeta. In questa mostra si intrecciano la mediterranea gondola veneziana con le silenziose sabbie del deserto di Atacama del nord del Cile.

Tele che si sovrappongono, cornici che s’inventano in sé stesse, composizioni geometriche impresse in capricciose consistenze, sfere nere o colorite che stimolano la nostra curiosità, specchi che riflettono l’anima di ciò che si dipinge e l’immagine di chi da fuori osserva e s’illumina. Tutti questi elementi conformano la metafora di quel Sud e quel Nord che sono lì, giocosi, che si fondono in un abbraccio ed in una danza che non è altro che il RONDAT che gira e che, in modo insinuante, avvolgente e seduttore, fonde questi due mondi che sono cresciuti di schiena senza sapere che erano uno solo.

Così è questa pittura che unisce colori acrilici, pastelli ad olio, tessuto, carta, sabbia, collage con materiale riciclato, colle e resina, e così è Maria José Rojas che descrive ciò che le è toccato vivere plasmando il suo aspetto ludico, etnico e moderno nelle sue opere.

Nel ludico giocano i suoi sogni infantili insieme ai sogni di una madre esordiente. Nell’etnico persistono le trame di fango e bronzo di un’america indomita e millenaria, il sangue del dolore e l’amore accumulato, il nero di ciò che ancora non è stato, ma che nascerà un giorno. Nel moderno, cullato nei suoi toni dorati e metallici, si aspira ad esaltare l’anima in una contemplazione superiore e placida dove i sogni, le radici ed i colpi della vita si amalgamano in una speranzosa visione del futuro.

Quando si comprende questo universo, non si può che sentire profonda ammirazione, emozione e passione per ciò che verrà. Queste sono le cimenta di questa pittura che non pretende se non esaltare la bellezza nell’occhio di chi contempla.


Germán Rojas







Esibizione di tango argentino



VENERDI' 23 MAGGIO ORE 19.30

Massimiliano Massimetti
Francesca Romana Alfonsi
Roberta Buoni


Ingresso libero